Tissot: 2a parte

Di Marino Mariani

.                Red Village” di Vincent van Gogh (1853-1890) (Nasce contemporaneamente a Ch-F Tissot)

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Siamo sul fini-re del XIX se-colo. Le vicen-de della Mai-son  Tissot so-no analizzate con estrema dovizia di dettagli nel suo libro “Tissot: 150 anni di storia” da Estelle Fallet. Il laboratorio Tissot si concentra inizialmente sui calibri rotondi, le cui dimensioni tendono progressivamente a diminuire dalle 12 e 15’’’ per arrivare, nel 1895 a 10 e 11’’’ (’’’= “linee”). A partire dal 1860 aumentano di numero le ébauches provenienti dalla fabbrica Japy de Beaucourt. Cresce anche il numero dei fornitori, tra cui si contano numerosi fabbricanti della Valle di Joux (i fratelli Piguet e Aubert, E. Baud, Rochat, LeCoultre, LeCoultre Borgeaud), mentre appaiono regolarmente i nomi di altri fabbricanti di futura fama, come E. Francillon di Saint-Imier (Longines). Nel 1873, in particolare, il laboratorio Tissot conclude acquisti di pezzi completi con la fabbrica di George Favre (Bulle) Jacot (fabbrica di Billodes, futura Zenith). Tra il 1860 e il 1875 la casa Tissot commercializza dunque non soltanto orologi completi, ma anche tutti i tipi di pezzi di ricambio, utensili orologieri, chiavi fornite da Louis Fleurissant, campane per orologiai ed oli lubrificanti. Fra gli articoli venduti si annoverano ancora rasoi ad una o due lame (manici neri e astucci), catene da orologio e cordoncini per gilet, forniti da Lejeune di Ginevra, ed alcuni oggetti d’arte applicata in oro, come una spilla a farfalla decorata con rosette di diamanti (1800 franchi), un portafogli dipinto (400 franchi), medaglioni (da 100 a 1979 franchi, spille da cravatta (da 34 a 105 franchi) ed orologi veilleuse muniti di globo in opale (opalina).

 

.               “Orologio degli Scacchi”, tra i primi antimagnetici

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Il declino dei complicati
A partire dall’ultimo quarto del secolo XIX, l’offerta specialistica di orologi complicati tende a diminuire e, per diverso tempo, tali modelli appaiono solo dietro specifica richiesta: fra i pezzi ordinati si annoverano cronometri e movimenti con ripetizione minuti o secondi morti. Verso il 1880 Elisée Piguet della Valle di Joux, al pari dei fratelli Aubert e LeCoultre Borgeaud, consegna a Le Locle alcuni orologi dotati di ripetizione ai minuti o ai cinque minuti. Nel 1885 i fratelli Guinand di Brenets, così come Rochat-Rochat e Audemars Renaud, consegnano regolarmente a Tissot prestigiosi movimenti con complicazioni (ripetizioni e suonerie, cronografi sdoppianti, calendari perpetui, meccanismi con indicazioni delle fasi lunari). Questi esemplari, dotati di calibri frutto di una tecnica straordinaria, sono dotati di preziose decorazioni di gioielleria, come per il modello savonnette in oro n. 60.408, con movimento a chiave, e cassa decorata da due grossi diamanti da 100 franchi il pezzo. Gli orologi complicati sono presenti nel catalogo Tissot fino all’inizio del XX secolo: le complicazioni comprendono ripetizione quarti o minuti, secondi indipendenti, cronografi con contatore dei secondi, cronografo con lettura al quinto di secondo e contatore dei minuti e, ancora, movimento a due bariletti con autonomia di carica di 8 giorni, cronografo rattrapante, calendario perpetuo e fasi lunari. Vale inoltre la pena di citare un movimento cronografico con lettura al quinto di secondo e contatore dei minuti, commercializzato da Piguet verso il 1900 al prezzo di 300 franchi: montato in una savonnette in oro a 18 carati, viene venduto alla ragguardevole cifra di 1.520 franchi. Si osservi inoltre, nell’ultimo quarto del XIX secolo, la crescente utilizzazione di coperchi di protezione, elemento che verrà conservato a lungo, soprattutto per quanto riguarda i piccoli orologi per signora. Gli orologi dotati di grandi complicazioni scompaiono quasi totalmente dai cataloghi Tissot verso il 1915.

Scelta della fascia media
La casa Japy non appare più nell’elenco dei fornitori a partire dal 1881-1882, data corrispondente all’incendio degli stabilimenti di Beaucourt. I fornitori svizzeri di ébauches prendono allora il controllo della produzione beaucourtese, mentre contemporaneamente appare il nome di Cupillard, di Villers Le Lac, per i modelli di piccolo formato (12,5 e 13’’’). Per quanto riguarda forniture e utensili vari, i fornitori principali negli anni 80 sono i fratelli Faure di Le Locle (futura casa Bergeon). Diamo uno sguardo ai prezzi: per i primi sei esemplari riportati nel registro d’assemblaggio è indicato un prezzo di costo di 77,04 franchi al pezzo, mentre per i sei successivi dal n. 7 al 12, si passa a 149,60 franchi al pezzo. Per il primo periodo di attività di Tissot come assemblatore per conto terzi (1853-1860) si riscontra un prezzo medio di ca. 100 franchi al pezzo, con notevoli fluttuazioni (da 38 a 386,79 franchi). Tale prezzo di costo diminuisce del 50% (da 19 a 380 franchi) durante i cinque anni successivi. Alla fine del secolo, si registra infine una netta tendenza a prezzi di solito inferiori ai 50 franchi. Da allora la produzione Tissot dedica sempre maggior spazio ai modelli economici, proposti, ad esempio, ad un prezzo unitario di 16 franchi, che lasciano intravedere una definitiva virata del marchio verso lo sfruttamento della nicchia di mercato rappresentata dai prodotti di fascia media. Da un punto di vista esclusivamente tecnico, è doveroso rilevare il collaudo di

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bilancieri antimagnetici e delle spirali in palladio, avvenuto presso il laboratorio Tissot nel 1888. Tali nuove applicazioni vengono impiegate per la prima volta nel 1895, per partite di modelli “antimagnetici” da 18’’’, nonché per esemplari depositati presso l’Osservatorio Cronometrico di Neuchâtel. Oltre all’isolatore e al coperchio di protezione menzionati in precedenza, a partire dal febbraio 1902 al calibro 20’’’ di Fontainemelon viene applicato un dispositivo di regolazione particolare: questi sistemi caratterizzeranno, per qualche tempo, la produzione Tissot. La decorazione delle casse presso Tissot resta, in mancanza di indicazioni precise, sconosciuta: le scarse informazioni disponibili, raggranellate scartabellando i registri di fabbricazione compresi tra il n. 15 ed il n. 18 (1891-1896) consentono di immaginare casse decorate con motivi riprodotti in smalto (cannoni, aquile, fucili). Al volgere del secolo, sotto l’influenza degli stili cari alle correnti dell’Art Nouveau e dell’Art Deco, ampiamente adottati dalle Belle Arti locali, le casse di Tissot si ornano di cesellature niellate, fiori (ciclamini stilizzati, rose, margherite, ghirlande fiorite, oppure scudi adorni di corone di raggi). Sappiamo che la casa dei fratelli Huguenin di Le Locle consegna le casse niellate, mentre Lang di Porrentruy fornisce, a partire dal mese di ottobre 1911, casse di cui si ignora sia la forma, sia la decorazione. Verso il 1910, l’offerta dei fratelli Huguenin è completata da casse incise ed impreziosite da cesellature dorate: le lucide superfici metalliche vengono adornate di gioielli e rosette in diamanti, rosoni smaltati grigio-azzurri e festoni dalle sfumature “grigio-elettriche”. Attorno al 1915 saltano all’occhio le forniture di casse Lépine in metallo, di cui si ignora il destinatario, riportanti motivi del tipo “chemin de fer”. Tali decorazioni sono destinate ai modelli da tasca, benché proprio in questo periodo facciano la loro comparsa i primi orologi da polso. Dotati di movimenti da 13’’’ realizzati nel settembre 1906 dalla fabbrica di ébauches di Fontainemelon, questi primi esemplari, con bracciali fissati alla cassa Lépine in acciaio dalle anse ricurve, vengono consegnati nei mesi di ottobre e novembre 1911. I sei esemplari contrassegnati dai numeri 46871- 46876 e con movimento da 13’’’ di produzione FHF 13, vengono consegnati nel mese di ottobre 1911 a L.M. Lilpol di Varsavia “Fornitore presso la Corte di Sua Maestà (lo Zar)”: si distinguono per il bracciale estensibile in argento e la cassa Lépine, anch’essa in argento.

Nasce la fabbrica a Le Locle
Charles-Emile Tissot subentra alla direzione della Maison a partire dal 1901. Desideroso di trasformare il processo di fabbricazione e modernizzare il laboratorio, fa appello ad un orologiaio e ad un addetto alla regolazione di gran fama, Charles- Ferdinand Perret, che inizia a collaborare con Tissot nello stesso anno. Una nota proveniente da un registro di fabbricazione, datata 7 gennaio 1902 e riferita al movimento da 13’’’ n. 30157, precisa: “Realizzata da Chs Perret, la piastra d’acciaio per il fissaggio è stata ultimata in data 31 dicembre 1901. Il modello in nickel ultimato in data 8 gennaio 1902 è stato inviato il 9 a (Waller?). La piastra è stata inviata a LeCoultre il 7 gennaio 1902”. Questo calibro si basa sul LeCoultre 12/BE per quanto riguarda il fissaggio, mentre la sua forma è quella del calibro 85 modificato. Charles-Ferdinand Perret  incarna una certa esperienza  dell’orologeria moderna, cosicché,  sotto  la sua  guida, vengono  in-

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trodotti nel laboratorio di Crêt-Vaillant, i primi elementi di meccanizzazione della produzione Tissot. Lo sviluppo conseguente a questa politica spinge ben presto gli amministratori a progettare una ulteriore espansione: nel 1907 viene così decisa la costruzione di una fabbrica moderna, in cui l’azienda si trasferisce in data 1 febbraio 1908. Il nuovo immobile segna l’introduzione del processo di fabbricazione meccanica (incastonatura, rifinitura a macchina, etc.). Tuttavia la realizzazione di ébauches non viene ancora presa in considerazione. La prima tappa combina l’assemblaggio per conto terzi e la produzione mediante procedure meccaniche: dell’uno e dell’altro sistema Tissot mantiene ciò che consente di fabbricare un orologio di alto livello qualitativo. La delegazione operaia che sottoscrive, nel 1906, il nuovo regolamento della fabbrica (indicata come tale, benché si tratti ancora di una semplice attività di assemblaggio per conto terzi), è rappresentata dal medesimo Charles-Ferdinand Perret e da Louis-Sylvain Py. Ben presto il ruolo di primo piano ricoperto da Chs-F Perret risulta evidente a livello del processo di fabbricazione: grazie alla sua influenza, l’intervallo di tempo fra l’arrivo delle ébauches e la consegna ai clienti si riduce a due-tre mesi, mentre prima arrivava a uno o più anni. Lo stesso Perret svolge lavori di ritocco (rifinitura delle ruote, lucidatura delle cavigliette e delle chiusure, controllo dei giochi, degli ingranaggi, etc.), benché lavori identici, a cui si aggiunge la regolazione, vengano affidati al Technicum. Nel 1908 la produzione di orologi Tissot arriva a 3.480 esemplari. Fra il 1911 e il 1915 il numero dei pezzi realizzati subisce un rapido incremento, giungendo a circa 11.000 pezzi l’anno, e nel 1915 la cifra arriva a 12.875 pezzi. Come causa diretta di questa esplosione produttiva, il prezzo medio scende fino a 10-11 franchi al pezzo. La gamma dei prezzi va da 7,30 a 168,40 franchi. Vengono rafforzate le misure di protezione del marchio di fabbrica (Ch.F. Tissot & Fils, Charles Tissot Favre, Charles Tissot Locle), con la registrazione dei primi sottomarchi, come quella effettuata il 21 settembre 1912 per “Tissot Watch”, (rinnovata nel 1940 e 1960-1981), riguardante la “fabbricazi ne di orologi, movimenti, casse per orologi, quadranti e astucci”. Il 4 novembre 1910 si registra il triplice deposito del marchio, rappresentato dalle iniziali “TM” incise all’interno di una stella, del nome Tissot translitterato nei caratteri cirillici “INCCO”  (con

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la “N” invertita) e del marchio “Martel”. Ciascuno di questi marchi verrà rinnovato nel 1920, ricorrendo ad una pratica collettiva; a quegli originali si aggiungono inoltre i sottomarchi Adoc et Ahoc, Gyldis ed Endura, sfruttati a partire dal 1923. Frattanto una registrazione effettuata il 2 aprile 1914 protegge il sottomarchio “Propaganda”. Charles Tissot Fils, azienda successa a Chs Emile Tissot, Le Locle, su orologi, movimenti, quadranti, casse, calotte di orologi, scatole di imballaggio, etichette e buste d’imballaggio. Vale ancora la pena di menzionare, al fine di rispettare l’ordine cronologico, la registrazione nazionale ed internazionale di “Tissot Triumf” effettuata nel 1946, rinnovata nel 1966 e cancellata nel 1986. Il 17 giugno 1913 Charles-Emile Renk viene nominato responsabile del reparto di produzione degli scappamenti e, in particolare, della direzione generale del suddetto, nonché della verifica di tutte le parti costituenti lo scappamento, compreso il riporto dei punti in cui devono essere collocati i fori per i perni. Il 15 giugno 1916 Henry Sandoz- Robert, di Les Ponts-de- Martel entra a propria volta nei ranghi della casa Tissot in qualità di responsabile di produzione: risponde ad un’inserzione pubblica- ta sul Feuille d’Avis del 23 novembre 1915 e redige la propria offerta su carta intestata dell’azienda di famiglia: “Azienda orologiera H. Sandoz-Robert, casa fondata nel 1894, Ponts-de-Martel. Specialità. Orologi semplici e complicati, piatti ed ultrapiatti, meccanismi da 7 a 20’’’ di qualità superiore”. L’assunzione di H. Sandoz-Robert viene conclusa con la stipula di un accordo, del 5 marzo 1916, con cui Charles Tissot prende in consegna lo stock orologiero di Sandoz-Robert e lo rilavora in base alle richieste ricevute “senza però assumersi alcun obbligo in merito al periodo di tempo necessario per il completamento dello stock in questione”. In base all’entità delle vendite degli orologi muniti dei movimenti di Sandoz-Robert, Tissot provvede a rimborsargli o accreditargli, su un conto corrente ad interessi, l’importo che gli è dovuto; nel mese di dicembre 1917 gli viene versato un acconto di 20.000 franchi mediante la cessione di cento azioni nominative per un valore di 1000 franchi ciascuna, emesse dalla società, di recente formazione, Charles Tissot fils SA, con sede a Le Locle.

Da “laboratorio” a “manifattura”
Una nuova tappa dello sviluppo di Tissot si apre con la decisione di procedere al rinnovamento degli edifici inaugurati nel 1907. In effetti, diversi indizi confermano, a partire dal 1916, l’impegno nell’organizzazione della manifattura Tissot: il primo avviso consiste nei piani di costruzione e contratti di assunzione di personale qualificato, in grado di compiere correttamente le operazioni tecniche legate alla costruzione di ébauches e movimenti, mentre l’altro riguarda le attrezzature della fabbrica, come dimostrato dall’acquisto, concluso nel 1917 presso la Aciera di Le Locle, di piedi per banchi da orologiaio, pedali, carrucole, rinvii, manicotti di accoppiamento ed altri alberi di trasmissione. Da parte sua la Voumard provvede a consegnare un tornio da lavorazione completo per la somma di 2.000 franchi, mentre 

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Osterwaldwe vende per 1.200 franchi un bilanciere a bracci di supporto. Tali investimenti, completati dall’acquisto di micrometri verticali, danno un’idea del punto cui arriva l’ambizione dei Tissot. A partire dal mese di novembre 1917 Henri Sandoz-Robert, divenuto azionista della nuova Tissot, viene affiancato da Chatelain, un tecnico di cui non sappiamo molto, a parte il fatto che appare inizialmente nel registro dei fornitori come destinatario di quattro ruote tagliate eseguite alla Scuola di Orologeria: forse ad indicare che stia lavorando alla creazione di un calibro. E, in effetti, Sandoz- Robert e Chatelain gestiscono la fabbricazione meccanica delle ébauches nella rinnovata Tissot, la quale diventa, di conseguenza una vera e propria “manifattura”. In tale fervore operativo, la carriera di H. Sandoz-Robert giunge al suo apice, ma dopo l’apice il declino: “Mi vedo obbligato, con mio grande rincrescimento, a confermarvi sin d’ora quello che già Vi ho comunicato verbalmente: la mia salute cagionevole, deterioratasi con la vita in fabbrica, l’emicrania sempre più frequente ed un continuo stato di nervosismo, non mi consentono più di rivestire la carica che mi avete affidato. Vi prego quindi di accettare le mie dimissioni. Dal momento che l’organizzazione del personale dirigente è attualmente affidata a Voi, penso sia per me preferibile andare in pensione adesso: resterò comunque al mio posto per i mesi che riterrete necessari. Ringraziandovi….”. (19 agosto 1918). Alle dimissioni di H. Sandoz-Robert fa seguito l’assunzione di un sostituto, a partire dal mese di febbraio 1918, con il titolo di “responsabile della fabbricazione delle ébauches”: si tratta di un giovane tecnico, precedentemente impiegato a Bienne. È il Sig. Henri Aug. Henchoz, che si assume la responsabilità della fabbricazione delle ébauches: si tratta di un giovane tecnico, precedentemente impiegato a Bienne. Durante gli “anni difficili” che precedono la Grande Guerra, H.-A. Henchoz applica le sue notevoli capacità in una serie di luoghi diversi: nel 1911 viene assunto a Granges dalla U. Schild. Nel 1914 è a Bienne, in una posizione simile. Paul Tissot Incontra H.-A. Henchoz a Le Locle, una domenica del 1917, e gli propone di gestire le nuove attività di fabbricazione di ébauches presso la manifattura Tissot. I due si conoscono da quando frequentavano il Technicum: così il primo non esita a sollecitare il secondo affinché investa danaro nel progetto Tissot. Henchoz è l’erede di una dinastia di orologiai: Henri Auguste, il cugino, è l’unico, insieme all’omonimo Henri-Auguste, a dedicarsi all’orologeria e a poter riprendere in mano l’azienda di Quartier Neuf. Henchoz ha compiuto viaggi d’affari a Londra e Parigi e vi ha istituito una rete commerciale, da cui Tissot non potrà che trarre vantaggi. Henchoz diventa dunque azionista della manifattura, rinunciando a prendere la guida dell’azienda di cui è erede, e resterà fedele a Tissot fino alla pensione, svolgendo importanti incarichi aziendali, nonché socio dell’Associazione Padronale di Le Locle. Nonostante gli effetti della guerra, il dipartimento “fabbricazione” di Tissot non cessa di rafforzarsi, con l’assunzione, nel giugno 1918, di Marcel Klauser. Ingaggiato come commesso, costui diventa rapidamente direttore del reparto di produzione, affiancandosi ad H.-A. Henchoz, a sua volta direttore del reparto tecnico. Dieci anni più tardi la carica ricoperta da C.-E. Renk ha anch’essa acquistata una diversa portata, testimoniando, nel contempo, l’ampliarsi della casa orologiera.

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L’esordio degli orologi da polso
La ricerca di nuovi sbocchi, accelerata dagli avvenimenti russi dell’ottobre del 1917, si accompagna ad un orientamento della strategia produttiva, che vede l’abbandono dei grossi calibri da tasca a favore degli orologi da polso, e ad un calo delle produzioni di “fascia alta” al di fuori della specifica collezione di gioielleria. Da allora gli orologi Tissot conciliano l’elevata qualità a prezzi abbordabili. Nel 1917, anno che segna l’inizio della fabbricazione di ébauches all’interno della ditta, la produzione tocca la quota di 25.222 esemplari. Gli orologi da polso, inizialmente destinati al pubblico femminile, fanno parte dell’offerta Tissot a partire dall’autunno del 1911, epoca in cui si manifestano esigenze più pressanti di adattamento alla domanda dei mercati emergenti, tendenze che impongono una diminuzione dei tempi di consegna, a loro volta dipendenti dalle ordinazioni effettuate presso i fabbricanti di ébauches. Il 1912 segna l’esordio degli orologi da polso Tissot per uomo, e, contemporaneamente, la puntuale apparizione del marchio “Tissot Locle-Genève” sul quadrante. I calibri utilizzati sono di 8,25, 9,25, 10, 11, 12 e 13’’’, e tendono a rimpicciolirsi ulteriormente. A partire dal mese di settembre 1912, Fontainemelon fornisce il calibro 9,50’’’ FHF n. 1144 al prezzo di 3 franchi, successivamente ribassato a 2,55. Tale modello succede al calibro 8,25’’’ FHF fornito al prezzo di franchi 5,57. A partire dal 1913 questi orologi di piccole dimensioni vengono dotati di quadranti al radio, mentre altri quadranti, identici, verranno utilizzati nel 1925. Le casse, con aperture di forma rotonda o fantasia, sono corredate di bracciali di varia origine: gli orologi Tissot realizzati tra il 1911 e il 1916 sono abbinati a cinturini di raso bianco o “lutto” (nero), di stoffa marezzata o, ancora, in maglie nichelate. Tra i fornitori: Scheufele, Speck, Hanle, Kramer e Drews. (Segue)