BREITLING: 2a parte

Di Marino Mariani

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Gaston Breitling morì il 30 luglio 1927, e per diversi anni la ditta rimase priva di un vero e proprio condottiero. In questo periodo l’era dell’orologio da polso per ogni settore del pubblico si era definitivamente affermata, e perciò tale tipo d’orologio diventava un prodotto di massa. Ancora una volta Breitling dovette trovarsi una ben definita area di specializzazione. All’inizio dell’anno 1932 Willy Breitling, unico figlio maschio, decise di seguire le orme del padre ed assunse la direzione della ditta. Aveva appena

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portato a termine il suo ap-prendistato tecnico e commer-ciale, ed ora voleva guidare la ditta verso un futuro contrasse-gnato da nuovi principi, con una gamma di modelli completamente rinnovata e, soprattutto, obiettivi a lunga scadenza. È in questo periodo che venne sviluppato da Breitling il cronografo per aerei, destinato a portare in tutto il mondo il nome della ditta. Nel 1939 Breitling firmò un grosso contratto col Ministero inglese dell’Aeronautica per l’installazione dei cronografi a bordo dei velivoli della Royal Air Force. Da questo momento in poi il nome di Breitling rimase indissolubilmente legato al concetto stesso di aeroplano e di navigazione aerea. A mano a mano che il tempo passava, un numero sempre maggiore di cantieri aeronautici s’avvedeva dell’importanza del marchio Breitling e sottoscriveva contratti di fornitura per la strumentazione di bordo. Piloti di tutto il mondo conobbero la qualità dei prodotti Breitling, ed ancor oggi sono pronti a giurare sui propri cronografi. La lista dei clienti contava i seguenti nomi: Douglas, KLM, BOAC, Lockheed, Air France e United Air Lines, senza peraltro limitarsi solo ad essi: i cronografi “volanti” progettati e costruiti da Willy Breitling erano assolutamente insuperabili in quanto a precisione ed affidabilità, e ciò corrispondeva al credo aziendale, quello di essere “simply the best”, semplicemente i migliori.


Nuove sfide
Breitling non disdegnava di affrontare sempre nuove sfide, sia nel campo dello sviluppo, sia in quello della produzione. Il mondo della tecnica degli anni Quaranta fu dominato da un urgente imperativo: quello di misurare intervalli di tempo sempre più brevi, come pure quantità e percentuali sempre minori. Per coloro chiamati ad eseguire, all’istante, calcoli sempre più veloci, senza l’ausilio di appositi calcolatori, Willy Breitling sviluppò un cronografo avente la virtù di risolvere ogni problema: mediante quadranti ausiliari egli in pratica aggiungeva alla lunetta un calcolatore girevole, rendendo possibile l’effettuazione anche di calcoli piuttosto complessi. Questo orologio si chiamava Chronomat. Ancora una volta si vede come il concetto aziendale teso alla produzione di strumenti tecnici del massimo livello qualitativo si fosse tramandato in tutto il corso della storia della ditta, e fosse ben vivo ognora. Accanto

.                      .Breitling Transocean Chronograph 1884 in edizione limitata a 2.000 esemplari

alla consueta linea di orologi e cronografi, muniti di fondello ad incastro o a vite, nel catalogo Breitling cominciarono ad apparire modelli impermeabili per impiego subacqueo. I test di compressione fornivano generalmente una garanzia d’impermeabilità fino a due atmosfere, corrispondenti ad una profondità di venti metri in acqua, non essendo ovviamente allora richieste profondità equivalenti ai cento metri. Il grande catalogo del 1946 comprendeva una gamma di 250 differenti modelli suddivisi in sei distinti settori d’applicazione, la maggior parte dei quali era costituita da crono- grafi. In virtù dei nuovi sviluppi, venivano sistematicamente proposti sempre nuovi standard d’alta qualità intrinseca ed affidabilità. Nel 1944 la ditta Breitling festeggiava il suo cinquantesimo anniversario, ed in tale occasione pubblicò un volume dedicato alla storia dell’azienda, che includeva foto e congratulazioni di vari autori, la maggior parte dei quali erano clienti affezionati.

La marcia su Ginevra
Durante gli anni ‘20 e ‘30 molte piccole imprese venivano fondate, nel Jura elvetico, per la produzione di meccanismi, lancette e persino di casse d’orologio complete di movimento. Queste imprese esistevano a lato dei grossi produttori di movimenti grezzi, i cui nomi, celebri in quei tempi, erano Venus, Unitas, FEE, Felsa e Landeron. A causa di tale diversificazione di lavoro all’interno di un mercato limitato, la produzione Breitling fu completamente abbandonata. Ciò perché per Breitling risultava molto più costoso creare e mantenere operazioni di manifattura interne alla ditta, piuttosto che acquistare altrove i componenti desiderati. Pertanto, nel 1952, Willy Breitling decise di spostare su Ginevra la sede principale della ditta. A La Chaux-de-Fonds, ove veniva effettuata l’attività produttiva, la ditta proseguì con personale ridotto, mentre la produzione stessa si limitava alla finitura di movimenti acquistati da altri fabbricanti, alla regolazione ed all’incastonatura dei movimenti nelle casse. La ditta venne suddivisa in due sezioni: da una parte Breitling e Montbrillant (a La Chaux-de-Fonds) dove veniva effettuata la produzione, e dall’altra la G. Leon Breitling S.A., Compagnie des Montres (a Ginevra), cui venne devoluta la guida amministrativa. Nel moderno mercato assurgevano ad un ruolo di vitale importanza la distribuzione e la pronta consegna, che assicuravano l’immediata disponibilità per i clienti. Per lungo tempo Breitling, al pari

.                                  Breitling: cronometro calibro 27B automatico fabbricato per Bentley

di numerose altre ditte svizzere, aveva rinunciato alla produzione di movimenti propri, preferendo piuttosto concentrare tutte le forze nel continuo raffinamento di determinati modelli di base e nel disegno di quadranti speciali che collocavano Breitling in una posizione del tutto a parte rispetto agli altri fabbricanti. Due nomi risultano indissolubilmente legati alla storia della ditta Breitling. Uno è quello di E. Stolz, che era a capo dell’amministrazione e costituiva pertanto il maggior anello di raccordo tra la ditta, i rivenditori ed i clienti. L’altro nome è quello di M. Robert, il direttore tecnico a La Chaux-de-Fonds, responsabile delle nuove linee di sviluppo della ditta, nonché supervisore della produzione. Dopo la rilocazione della sede, la Breitling di Ginevra contava sull’impiego di trenta collaboratori. La produzione procedeva a piena velocità e le vendite erano soddisfacenti. Nei periodi che seguirono le strategie Breitling furono sempre in anticipo sui tempi, cosicché nel 1952 poté essere lanciato un nuovo cronografo, il “Navitimer”, la cui etimologia, come è facile dedurre, provenendo dai sostantivi “Navigation” e “Timer”, veniva a designare lo strumento di misura del tempo ad uso della navigazione. Strumento che veniva a costituire una vera e propria pietra miliare e, tradizionalmente, per una gran quantità di gente, divenne l’orologio Breitling per antonomasia. Tutti conoscono ed apprezzano il Navitimer, l’orologio destinato agli entusiasti del volo, ai fanatici delle corse e, più in generale, agli sportivi. Con questo strumento era possibile effettuare tutti i calcoli necessari ad un rally o ad una trasvolata, cosicché il Navitimer si presentava come più di un semplice cronografo, bensì come un completo strumento da navigazione. Da polso!

L’orologio del cielo.… Ed oltre!
Per il suo impiego universale nel mondo aeronautico, il primo Navitimer recava, nell’emblema Breitling, la piccola sigla A.O.P.A., iniziali di “Aircraft Owners and Pilots Association”, vale a dire dell’Associazione dei Proprietari e dei Piloti di Velivoli. Con tutti i suoi accessori specializzati, il profano aveva ragione di domandarsi, timidamente, se tra le funzioni di questo strumento c’era anche quella di segnare il tempo “normale”, sapete, quello di tutti i giorni… Ma naturalmente! E se volete, lo strumento è capace anche di mostrarvi una seconda zona temporale. Che poteva essere iniziata in ogni istante desiderato, utilizzando il quadrante ausiliario con indicazione di 12 ore della seconda zona. Dieci anni dopo, e cioè nel 1962, Breitling lanciò sul mercato un Navitimer col quadrante di 24 ore, sotto la denominazione di “Cosmonaute”. Ma che fosse il Navitimer vero e proprio, o il Cosmonaute, con Breitling

.                 .Breitling: orologio da tasca in oro massiccio allestito in onore di W.O. Bentley

si poteva sempre contare sull’ora esatta. Un Cosmonaute compì una missione spaziale al polso del Comandante Luogotenente Scott Carpenter, nell’ambito del programma Mercury. Il suo orologio aveva vittoriosamente sostenuto i test condotti a terra dalla NASA, ed ora ebbe l’occasione di provare le sue virtù in condizioni d’impiego reale: in volo! Il fatto che un Breitling fosse stato scelto per questa e numerose altre imprese spaziali, non fu certamente casuale, ed alla fine si constatò che la qualità e l’affidabilità richieste erano state ampiamente onorate. Alla stessa serie appartiene un altro orologio, il Co- Pilot, un cronografo con indicazione supplementare di quindici minuti, totalizzatore e lunetta rotante, interessante tanto in aviazione quanto nel mondo dei rally e, in marineria, per il conteggio alla rovescia nelle regate. Molti modelli con le relative denominazioni erano stati precedentemente registrati da Breitling presso l’Ufficio Federale dei Brevetti in Berna. Cosicché una quantità di nomi d’orologi era protetta su base nazionale, ed altrettanti a livello internazionale. Tra di essi, per esempio, Navitimer, Cosmonaute e Transocean. Sul quadrante del Chronomat munito di disco calcolatore è scritto che il modello era protetto dalla legge internazionale sui brevetti.

Breitling in USA
Nel corso degli anni Quaranta, Breitling conquistò il mercato americano. Qui, in collaborazione con Wakmann, fu fondata la Breitling Watch Corporation of America, che fece il suo ingresso in Borsa nel 1947. Il capitale azionario ammontava a 100.000 dollari, una somma di tutto rispetto. La Breitling Watch Corporation consisteva in una collaborazione tra Breitling ed un fabbricante americano, la Wakmann Watch Company Inc., che continuò a distribuire gli orologi Breitling fino agli anni Settanta. È ancora possibile trovare in circolazione numerosi esemplari recanti la denominazione Wakmann o Wakmann/Breitling sul quadrante o sulla cassa, o anche firmati Breitling sulla montatura del bilanciere. Questi ultimi sono orologi prodotti da Breitling ed esportati in America, che costituiva il maggior mercato. La campagna pubblicitaria lanciata da Breitling in America merita particolare considerazione. Le inserzioni sulla rivista “Life International” nel corso dell’anno 1956 avevano invariabilmente un fondo giallo, in modo da risaltare rispetto alle altre pubblicità, cosa che determinò un vero e proprio diluvio di richieste d’informazioni, specialmente per il cosiddetto “orologio di cartone”, un modellino del Chronomat sul quale il potenziale cliente poteva apprendere tutte le particolarità di funzionamento del modello vero. Inoltre la 20th Century-Fox mostrò, in vari film, dettagliati primi piani del Navitimer. Nel film “Fathom” l’attrice Raquel Welch (spesso proclamata la donna più bella del mondo) indossa (se così si può dire) un esemplare di Breitling Co-Pilot, mentre in “Operation Thunderball”, il James Bond “originario” Sean Connery, in piena azione, esibisce un Breitling Top Time. Tutto ciò finiva per determinare una formidabile promozione per Breitling, ed il merito di ciò va totalmente ascritto ad un nome, ad un uomo integralmente Breitling: Georges Caspari. Dal 1957 fino al 1986, per trent’anni filati, egli fu il responsabile di ogni iniziativa pubblicitaria della Breitling.

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Avvento del “Top Time”
Nel 1957 un reporter della rivista “Time”, a proposito della MUBA (la Fiera Campionaria di Basilea), scrisse quanto segue: “La ditta Leon Breitling introduce un nuovo cronometro dedicato agli ingegneri e ai tecnici, equipaggiato di un calcolatore e di tre sfere per la misura del tempo e delle velocità. Il prezzo è di circa 100 dollari”. Si trattava del Navitimer, e Breitling non poteva sperare in una migliore pubblicità. In virtù della sempre maggior quantità di tempo libero offerta dai tempi moderni, si era determinato un deciso incremento nel campo degli sport d’acqua. Breitling, notando questa tendenza, deliberò una serie di orologi specificamente dedicata all’attività marina. Il “Super Ocean” ebbe il movimento inserito dal top della cassa, sigillato mediante un vetro rinforzato, e fu dichiarato impermeabile. Una lunetta girevole serviva al calcolo del tempo trascorso, ed erano disponibili quadranti ausiliari atti a fornire informazioni visibili sui tempi d’immersione e sui tempi di decompressione. All’inizio degli anni Sessanta la Breitling dedicò ai giovani una serie di orologi denominati “Top Time”. Breitling aveva correttamente diagnosticato che il futuro apparteneva ai giovani, ed un’analisi di mercato mostrò che più del 50% degli acquirenti aveva un’età inferiore ai 25 anni. La ditta afferrò il messaggio ed accettò la sfida: la gioventù pretendeva orologi che armonizzassero con il loro stile di vita, e la serie Top Time assolveva questo compito, con cronografi dal contenuto tecnico convenzionale, ma “disegnati” appositamente per i giovani. (Segue)

.                        Leonardo Di Caprio è un fervido seguace di Breitling